Basilicata: Parco Nazionale del Pollino…cosa c’è da scoprire!

Basilicata: Parco Nazionale del Pollino…cosa c’è da scoprire!

Il Monte Pollino (o semplicemente Pollino) – la cui cima raggiunge i 2.248 m s.l.m, è la montagna che dà il nome all’omonimo massiccio, al centro dell’omonimo parco nazionale, uno dei tanti geositi del Pollino Geopark.

Il Parco Nazionale del Pollino spazia dal mar Tirreno allo Jonio, a cavallo di due regioni, la Calabria e la Basilicata, altrimenti storicamente detta Lucania.

Sull’attuale profilo della montagna appaiono evidenti i risultati di un’antica quanto possente azione glaciale.

I ghiacciai in ritiro, oltre ai caratteristici depositi morenici, hanno abbandonato massi di notevoli dimensioni, i cosiddetti massi erratici.

Nevai stagionali – alcuni dei quali di notevoli dimensioni – sono presenti su tutte le vette più alte del massiccio.

Il paesaggio è caratterizzato da gole profondamente scalfite, da numerose sorgenti e da valli fluviali di notevole larghezza.

Molti sono i fiumi presenti nel parco, che lo rendono territorio per un panorama mozzafiato, dove si possono anche fare attività sportive come il rafting.

Il Parco nazionale del Pollino ultimo avamposto a Sud, tra Calabria e Basilicata custodisce paesaggi incontaminati che associati ai valori culturali e umani gelosamente conservati dalla popolazione locale fa di questi posti degli angoli di paradiso unici ed incredibilmente affascinanti.

Il Parco del Pollino vanta panorami selvaggi, dove alba e tramonto assumono colori trascendentali.

Natura incontaminata e paesaggi selvaggi

Il pino loricato come simbolo, cavalli al pascolo talvolta vigilato dal volteggiare alto del grifone, paesaggi brulli, selvaggi, quel selvaggio del Mezzogiorno che trova qui il suo significato primordiale.

Il Parco del Pollino è inoltre molto conosciuto per le sue erbe officinali vista la qualità del suo territorio e la ricca presenza di esse che da sempre l’uomo ha usato per curarsi, il suo territorio ancora oggi costituisce un sistema ecologico ancora invariato e crea una situazione ideale per far crescere queste piante medicinali in modo prosperoso al suo interno.

La macchia mediterranea soprattutto presente nelle aree più calde è composta soprattutto di piante di Alloro, il Cisto femmina, il Corbezzolo, l’Erica, la Fillirea, il Lentisco, il Mirto, e il Rosmarino.

Il territorio è abitato da una fauna eterogenea.

Tra i mammiferi predatori compare al primo posto il Lupo. Il Capriolo invece è una specie che dimora nel Pollino con circa 50 esemplari ed è una delle specie autoctone dell’Appennino Meridionale.

La Lontra è il mammifero più raro del Parco ed è legato agli ambienti acquatici.

La Volpe è invece un animale che si incrocia facilmente lungo le strade o lungo i sentieri ed è una specie molto diffusa come anche il Riccio, mentre il Tasso e l’Istrice anche se diffusi sono difficili da vedere.

Nei prati e ad alta quota sono presenti la Lepre, la Faina, la Donnola, il Ghiro, e il rarissimo Driomio calabrese.

Numerose sono le escursioni da fare nel Parco del Pollino anche senza guide e ideali per i principianti.

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